Francesca Usberti, Carriere nel Farmaceutico

Giorgia BottelloGiorgia Bottello

Giorgia Bottello

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Francesca Usberti, Carriere nel Farmaceutico

FRANCESCA USBERTI, Head of Pharmaceutical Development di Chiesi Group. Scopriamo insieme chi è e quale è il suo messaggio per i giovani professionisti del farmaceutico con questa intervista.

Laureata in Chimica, entra in azienda come stagista, per poi ricoprire ruoli di crescente responsabilità, da tecnico di laboratorio chimico-analitico a scientist, technical leadership fino a diventare Responsabile del Drug Product Development. Con un’esperienza di ben 22 anni nell’industria farmaceutica, attualmente guida diversi gruppi tecnici multidisciplinari che hanno contribuito e stanno contribuendo allo sviluppo globale di prodotti inalatori. Con passione, entusiasmo e orientamento al risultato, guida il suo team nel disegno di formulazioni innovative, ottimizzazione di processo e caratterizzazione dei nuovi prodotti con un forte impegno nella integrazione di diverse discipline, valorizzando il contributo individuale e impegnandosi nella crescita dei talenti.

💬 Può farci un excursus della sua carriera professionale, da dove è partita e come ha raggiunto il ruolo attuale?

Sono entrata in azienda con uno stage, nella maniera più classica, ho lavorato all'inizio come tecnico di laboratorio chimico-analitico, fino a crescere con un profilo da scientist, ricercatore, coordinando e disegnando studi ed eseguendo anche in laboratorio le analisi, fino al 2009. Nel 2009 l'azienda ha aperto un ruolo nuovo come technical leadership. Ho esordito su questo profilo coordinando tecnici multidisciplinari, di cui una parte di conoscenze veniva dal mio background professionale, mentre l'altra parte l'ho imparata lavorando su discipline molto tecniche riguardanti la chimica analitica e aspetti formulativi, ma anche accrescendo competenze di qualità, regolatorio, industrializzazione. Ho lavorato su diverse new chemical entities, small molecules per via inalatoria in ambito respiratorio, ho contribuito allo sviluppo e registrazione della tripla associazione fissa che Chiesi ha registrato per l'asma come spray.

Nel 2017 sono diventata Responsabile del Drug Product Development, gestendo la parte tecnica per analitica e sviluppo formulativo e mantenendo la responsabilità sulla technical leadership. Nel 2018 Chiesi ha aperto un importante filone di ricerca per lo sviluppo di un inalatore contenete un nuovo propellente a basso impatto ambientale, e ho ricoperto in parallelo una posizione manageriale diventando Development Leader per la ricerca e sviluppo. Il team era composto da funzioni tecniche, la parte clinica e tossicologica e ho avuto la possibilità di allargare le mie competenze. L’anno scorso sono diventata Responsabile del Pharmaceutical Development in un’area tecnica di R&D: ci occupiamo di sviluppo farmaceutico, caratterizzazione chimica, produzione farmaceutica per gli studi clinici. È qui che inizia il mio contributo alla costruzione del Biotech Center of Excellence, perché la ricerca e sviluppo potrà innestare e affidare le proprie produzioni in questo centro di ricerca che lavorerà sia prodotti commerciali che prodotti nuovi della pipeline di ricerca Chiesi.

💬 Quindi lei è laureata in chimica organica?

Sì, in chimica con un indirizzo analitico con applicazione al food, quindi lo sbocco sarebbe stato nel food Valley. L’Emilia è il cuore del food, ma la chimica analitica si applica anche in altri ambiti e ho avuto la possibilità di entrare in Chiesi con uno stage.

💬 Ha un episodio di grande soddisfazione nella sua carriera professionale personale che ricorda con particolare piacere e che vuole condividere con i ragazzi che ci seguono?

Quello che mi ha sempre mosso particolarmente, mi commuovo ancora adesso quando ne parlo, è stato quando abbiamo ottenuto la registrazione di un farmaco. Il prodotto è stato approvato nel 2017 e nel 2011 su testate farmaceutiche si diceva che fosse praticamente impossibile sviluppare una combinazione fissa in soluzione, invece è stato un successo! É stato un traguardo personale e del Gruppo che ha coinvolto diverse competenze.

Che bello vedere persone che si commuovono così ancora per il proprio lavoro. Per chi come noi lavora in contesti produttivi si perde un po' quel filo diretto con il paziente.

Non è semplice per chi non lavora in ambito di sperimentazione clinica mantenere un “legame” con il paziente. In Chiesi però si sta creando una cultura unica. Durante la fase del disegno del farmaco, facciamo una serie di screening, interviste e lavoriamo a diretto contatto con il paziente. Anche il tecnico che disegna il farmaco in laboratorio è a contatto con queste informazioni, vede i video delle interviste fatte ai pazienti che prendono il farmaco per non perdere il contatto diretto con loro. Da questo scaturiscono alcune importanti decisioni in ambito di sviluppo del prodotto, proprio grazie al contatto con il paziente. Le scelte che vengono fatte sono dettate non solo dal medical need ma anche dalle modalità di somministrazione. Su alcune terapie le modalità di somministrazione è fondamentale per la qualità di vita del paziente.

La cosa bella di Chiesi è che c'è sia produzione che ricerca, per cui non si perde il filo diretto con l'utilità di ciò che si realizza.

Chiesi è un'azienda familiare e questa è una fortuna perché ha ancora una dimensione tale per cui c'è la possibilità di vedere anche altro: anche se non si è esperti di quell'area, si ha la percezione non solo di qual è il tassello che stai svolgendo in azienda ma a 360° di come lavora un’azienda di questo settore.

Si avvertono tanto i valori che l’azienda ha trasmesso nelle sue persone, anche attraverso ad esempio i like, raggiungere 1300-1400 like sui social media vuol dire che la gente che lavora in Chiesi è attaccata ai valori dell'azienda, la sente sua.

💬 Quali caratteristiche secondo lei sono imprescindibili nella scelta dei talenti?

Sia quando recluto che quando valuto opportunità interne, guardo sicuramente la volontà di realizzare cose nuove e i razionali concreti che le persone ti comunicano per voler fare di più; altro aspetto è la propositività, la volontà di dimostrare un impegno concreto con delle idee; altro aspetto è l'essere pronti ad assumersi responsabilità, perché tu puoi darle a persone che sono pronte a recepirle.

💬 Quale messaggio vuole lasciare alle giovani generazioni?

L'essere protagonisti del proprio cambiamento, cercare di pilotare l'accadere delle cose, a volte anche solo un cambio nel proprio modo di rapportarsi alle cose può essere attrattore di opportunità.

Se si vuole crescere, bisogna essere protagonisti di questa crescita ed essere propositivi, poi si trova sempre un bisogno organizzativo, un supporto dal proprio manager. Se si è volenterosi e si vuole investire nel proprio sviluppo, le cose non accadano per caso e le opportunità ci sono.

Essere al momento giusto nel posto giusto è sicuramente importante, ma l'atteggiamento e l'attitudine sono ingredienti fondamentali: se ci sono, prima o poi ti portano ad essere nel posto giusto, basta avere una gran forza di volontà.

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