UMBERTO VERONESI - "Se si è dei buoni conformisti e si rispettano le regole, non vengono idee"

Pubblicato il 11 Novembre 2017 - Lettura in 1 min.

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Il nome di Umberto Veronesi è, prima di tutto, legato alla lotta contro il cancro. Convinto sostenitore della diagnosi precoce, attento alla psicologia del paziente, promotore della diffusione di stili di vita sani e alimentazione corretta, con un pensiero libero sempre declinato al futuro, Veronesi è stato direttore scientifico dell’Istituto tumori di Milano per quasi vent’anni, dal 1976 al 1994, fondatore dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), dell’Istituto europeo di Oncologia (Ieo) e di “Science for Peace”, summit mondiale di scienziati riuniti da Veronesi sotto l’ombrello della pace.

Come chirurgo ha rivoluzionato il modo di operare le donne. Umberto Veronesi è, infatti, uno dei pionieri della chirurgia conservativa del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna. Con l’ideazione della quadrantectomia, ha permesso a generazioni di donne di non subire profonde mutilazioni al seno.

“Vorrei essere ricordato come uno che ha contribuito a migliorare la qualità della vita, soprattutto delle donne”, ha spesso dichiarato nelle tante interviste rilasciate negli ultimi anni.

“Credere nella scienza significa credere nel futuro”.

 “Andate avanti perché il mondo ha bisogno di scienza e di ragione”, era solito ripetere l’oncologo scomparso l’8 Novembre di un anno fa.

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