SEVERO OCHOA - "In linea di principio, la ricerca ha più bisogno di teste che di mezzi."

Pubblicato il 1 Novembre 2019 - Lettura in 2 min.

Il 1 novembre 1993 moriva a Madrid, Severo Ochoa de Albornoz, biochimico spagnolo naturalizzato statunitense insignito assieme allo statunitense Arthur Kornberg del Premio Nobel per la medicina nel 1959 per le ricerche effettuate nella sintesi dell’RNA.

Il suo interesse per la biologia fu stimolato dalle pubblicazioni del neurologo spagnolo e premio Nobel Santiago Ramón y Cajal.

Severo Ochoa e Santiago Ramón y Cajal furono i due soli scienziati spagnoli a ricevere il Premio Nobel.

Nel 1923, andò all’Università di Madrid dove sperava di lavorare con Cajal, ma Cajal si ritirò bene presto dalla carriera accademica per problemi di salute.

Ochoa completò la sua laurea in medicina nell’estate del 1929 e successivamente decise di unirsi al laboratorio di Otto Meyerhof, premio Nobel per la fisiologia e la medicina, presso il Kaiser Wilhelm Institute for Biology a Berlino.

Le ricerche di Severo Ochoa furono rivolte allo studio della sintesi di DNA e RNA e degli enzimi coinvolti in questo processo.

Il DNA e l’RNA custodiscono il codice genetico di ogni organismo vivente e ne determinano i loro processi vitali.

Studiando i batteri, nel 1955 Ochoa e Marianne Grunberg-Manago scoprirono un enzima, la polinucleotide fosforilasi, in grado di unire i nucleotidi, i mattoni fondamentali che costituiscono l’impalcatura di RNA e DNA.

Inizialmente, si pensava che questo enzima assemblasse l’RNA sulla base delle informazioni contenute nel DNA.

Ciò si è dimostrato in un secondo momento errato, sebbene l’enzima abbia comunque dimostrato di avere altre importanti funzioni.

Ochoa lavorò per gran parte della sua vita nell’Università di New York, incarico che lasciò nel 1986 dopo che la morte di sua moglie lo fece precipitare in una forte depressione.

Da quel momento smise di pubblicare, dedicandosi all’insegnamento e alle conferenze e tornò a Madrid. Morì nella capitale spagnola nel 1933, lasciando una straordinaria eredità. 

In linea di principio, la ricerca ha più bisogno di teste che di mezzi.

Severo Ochoa riteneva che a poco servono i mezzi se il ricercatore non ha il talento o la conoscenza necessaria per trovare le risposte che cerca.

È necessaria una profonda preparazione affinché l’intelligenza, la passione e la creatività portino a raggiungere grandi obiettivi, anche se i mezzi sono limitati.

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