MAX PLANCK - "Non il possesso della verità, ma la lotta vittoriosa per conquistarla fa la felicità dello scienziato"

Pubblicato il 13 Gennaio 2018 - Lettura in 2 min.

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Max Planck è considerato il fondatore della meccanica quantistica e ricordato come uno dei più grandi fisici del Novecento. E’ infatti considerato il padre della teoria quantistica.

La sua attività di ricerca si concentrò inizialmente sulla termodinamica ma presto fu il problema della radiazione ad attirare la sua attenzione. Nel tentativo di trovare una formula che interpretasse correttamente i dati sperimentali del fenomeno detto del «corpo nero», arrivò ad una relazione tra l’energia e la frequenza della radiazione basata sull’ipotesi di una emissione energetica non continua, ma quantizzata. Era il 1900 e si inaugurava un capitolo totalmente nuovo della fisica, quella quantistica. Nel 1918 ricevette il premio Nobel per la Fisica.

Planck fin da giovane aveva ben chiaro lo scopo da perseguire e tale scopo era “alto”, “disinteressato”, degno di una dedizione totale a quello che era insieme il suo lavoro e la sua passione.

«La decisione di dedicarmi alla scienza fu conseguenza diretta di una scoperta, che non ha mai cessato di riempirmi di entusiasmo fin dalla prima giovinezza: le leggi del pensiero umano coincidono con le leggi che regolano le successione delle impressioni che riceviamo dal mondo intorno a noi, sì che la logica pura può permetterci di penetrare nel meccanismo di quest’ultimo. A questo proposito è di fondamentale importanza che il mondo esterno sia qualcosa di indipendente dall’uomo, qualcosa di assoluto. La ricerca delle leggi che si applicano a questo assoluto mi parve lo scopo scientifico più alto della vita» 

_(Max Planck, La conoscenza del mondo fisico)_

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