MANFRED EIGEN - “Non è il campo della ricerca che conta, ma l’eccellenza dei singoli individui”

Pubblicato il 23 Febraio 2019 - Lettura in 2 min.

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Manfred Eigen, chimico tedesco, Direttore dell’Istituto Max Planck di biochimica fisica, vincitore del Premio Nobel per la Chimica nel 1967 “per lo studio delle reazioni chimiche estremamente veloci disturbando gli equilibri con impulsi di energia di brevissima durata”, ci ha lasciati il 6 febbraio del 2019 all’età di 91 anni. Eigen ha condiviso il Premio Nobel insieme con S. W. Warrisch e G. Porterper per il suo lavoro sulla misurazione della velocità delle reazioni ultraveloci.

Eigen ha usato, nei suoi esperimenti, una fonte di energia esterna, le onde sonore ad alta frequenza, per disturbare un sistema che reagiva. Quindi, ha misurato il tempo impiegato dal sistema per tornare all’equilibrio. Questo lavoro ha permesso di determinare le velocità di reazione nell’intervallo di micro e nanosecondi. Eigen aveva misurato per la prima volta la velocità di reazioni ultraveloci.

Nonostante le offerte di lavoro in tutto il mondo, Eigen è tornato all’Istituto Max Planck di biochimica fisica, dove è stato direttore per creare un più ampio istituto interdisciplinare, il MPIBPC, fondendo gli istituti di Chimica Fisica e Spettroscopia del Max Planck Society, aperto nel 1971. Eiger è rimasto al MPIBPC per il resto della sua carriera, concentrando poi la sua ricerca sull’evoluzione diretta e l’auto-organizzazione della materia. Ha co-fondato le aziende biotecnologiche Evotec e Direvo. Eigen è stato inoltre autore di diversi libri divulgativi e ha mantenuto per tutta la vita il suo amore per la musica e il piano.

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