LUIGI NALDINI - “I geni diventano farmaci che noi somministriamo ad una cellula per correggere un difetto genetico o per istruire una nuova funzione”

Pubblicato il 1 Febraio 2019 - Lettura in 2 min.

Luigi Naldini, genetista di fama mondiale, Professore ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, Direttore Scientifico dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica dell’Ospedale San Raffaele di Milano è stato insignito del Premio Louis Jeantet 2019 che con la sua attività “ha portato la terapia genica dal contesto sperimentale alle prime applicazioni cliniche, grazie a cui sono già stati trattati pazienti con diverse malattie genetiche”. Un riconoscimento importante che dal 1986, anno della fondazione, ha visto l’attribuzione di premi a 90 ricercatori internazionali, 12 dei quali hanno successivamente vinto il Nobel per la medicina, la chimica o la fisiologia.

Come Direttore dell’Istituto San Raffaele-Telethon si occupa con il suo team di ricercatori di terapia genica. Quest’ultima affronta la malattia genetica alla sua base in quanto mira a contrastare o a ripristinare nella cellula affetta la funzione di un gene “difettoso” mediante il trasferimento di una versione corretta e funzionale dello stesso gene o di un suo antagonista. Per il trasferimento genico vengono usati virus modificati e resi innocui in laboratorio che penetrano nelle cellule bersaglio come se fossero virus naturali, ma invece di trasportare i propri geni introducono il gene terapeutico.

Naldini è il grande scienziato Italiano che ha ”addomesticato” il virus responsabile dell’Aids, l’Hiv, per trasformarlo, dopo averlo reso innocuo, in un potente veicolo per intervenire sulle malattie. E’ Presidente dell’European Society of Gene and Cell Therapy, membro di dell’Organizzazione Europea per la Biologia Molecolare (EMBO) dal 2008, vincitore di un ERC Advanced Investigator Grant, del Premio Sapio per la ricerca italiana nel 2012 e dell’Outstanding Investigator Award dall’American Society of Gene and Cell Therapy nel 2014.

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