LOUIS PASTEUR - "La fortuna favorisce le menti preparate"

Pubblicato il 29 Novembre 2019 - Lettura in 4 min.

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Louis Pasteur, chimico e biologo francese, è considerato il padre della microbiologia.

Passò la vita dedicandosi alla sua più grande passione, la medicina. Ma tra tutte le sfide dell’epoca, ce n’era una che agli occhi di Pasteur dominava tutte le altre: lo studio della rabbia. Penetrare le tenebre che circondavano questo male misterioso, di cui si discuteva ancora l’origine, divenne lo scopo della sua vita.

Questa terribile malattia infettiva viene trasmessa all’uomo con il morso di animali contagiati dal virus del genere Lyssavirus. Sul finire del 1800 la rabbia era abbastanza diffusa in Europa e considerata con terrore non solo in quanto fatale ma anche perché le persone infettate andavano incontro a una morte rapida ma dolorosa.

Il Dr. Munthe, eminente neurologo svedese, fu molto vicino a Louis Pasteur proprio nel periodo in cui il grande scienziato e i suoi collaboratori stavano lavorando alla messa a punto di un vaccino contro la rabbia.

A Parigi Munthe fu testimone oculare del lavoro frenetico e dei tormenti di Pasteur nel periodo di transizione dalla fase di sperimentazione del vaccino sugli animali all’uomo. Munthe divenne famoso per aver pubblicato la Storia di San Michele, nella quale descrive il caso di sei contadini russi orrendamente dilaniati da un branco di lupi rabbiosi.

Rivedo anche ora il bianco volto di Pasteur mentre passava di letto in letto, guardando gli uomini condannati, con infinita compassione negli occhi. Lo rivedo accasciato su una sedia, con la testa nelle mani.

I sei contadini morirono fra grandi sofferenze, e il caso ebbe grande eco sulla stampa dell’epoca.

Pasteur lavorava già da tempo alla preparazione del vaccino.

Era totalmente assorbito dal problema scientifico e tormentato dal problema etico dell’utilizzo degli animali per la sua sperimentazione. Lavorava con dedizione al vaccino, senza timore di essere contagiato. Ancora dal libro di Munthe:

Ansioso di assicurarsi un campione di saliva dalla mascella d’un cane rabbioso, lo vidi una volta con la pipetta di vetro stretta fra le labbra, aspirare qualche goccia della schiuma mortale dalla bocca di un ‘bulldog’ rabbioso…

Pasteur aveva messo a punto una tecnica che consisteva nel prelievo del midollo spinale da conigli infettati dal virus della rabbia; poi trattato per attenuare la virulenza del patogeno e iniettato in cani ammalati a dosi sempre crescenti, per indurre immunità. La metodologia, che concettualmente ricalcava quella messa a punto dallo stesso Pasteur per il carbonchio dei bovini, consentì di ottenere un preparato che si dimostrò efficace nei cani nel contenimento della malattia.

Ma il grande passo era testare il vaccino su un essere umano, problema che tormentava Pasteur schiacciato fra il terrore di inoculare un vaccino che avrebbe potuto accelerare il decesso il paziente e l’urgenza di contrastare la terribile malattia.

Il 6 luglio del 1885, Pasteur somministrò il vaccino con un ciclo di 12 iniezioni su un bambino di 9 anni, Joseph Meister che era stato morso da un cane rabbioso. Dopo il trattamento Joseph non ebbe reazioni avverse, guarì dalla malattia, diventando l’emblema dell’efficacia e dell’innocuità del trattamento.

Nel corso dei mesi successivi Pasteur trattò con esito positivo 350 persone infette, registrando un solo decesso; questi risultati furono presentati alla Académie des sciences il 1° marzo 1886.

Il vaccino contro la rabbia era ora una realtà.

Sull’onda dell’ulteriore straordinario successo della vaccinazione antirabbica le autorità decisero di procedere con la costruzione dell’Istituto Pasteur di Parigi, inaugurato il 14 novembre 1888.

L’Istituto Pasteur è stato ed è tuttora un centro di assoluta eccellenza nella ricerca biomedica, come testimoniato da numerosi successi e da riconoscimenti prestigiosi assegnati a valorosi scienziati.

Illustri figure che lavorarono all’istituto Pasteur ricevettero il più alto riconoscimento nel campo della ricerca scientifica, il Premio Nobel per la Medicina.

Il famoso microbiologo e chimico francese Louis Pasteur ha aperto la strada all’uso di vaccini batterici per la prevenzione delle malattie infettive negli animali e nell’uomo

Yale Journal Of Biology And Medicine 75 (2002)

A cura di Pasquale Ventura

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