GREGOR MENDEL - "Sono convinto che non passerà molto tempo prima che il mondo intero riconosca i risultati del mio lavoro."

Pubblicato il 22 Luglio 2019 - Lettura in 2 min.

Gregor Johann Mendel, biologo, matematico e frate agostiniano, precursore della genetica moderna, nacque il 20 luglio 1822 a Hynčice nell’attuale Repubblica ceca.

Figlio di due contadini, il giovane Mendel capisce fin da subito che l’unico modo che ha per continuare gli studi è intraprendere la carriera ecclesiastica. Entra nel monastero dei frati agostiniani di San Tommaso a Brunn dove studia la matematica, la meteorologia e la botanica. Consegue così la laurea in biologia e in matematica.

Dopo anni trascorsi a Vienna all’Università imperiale di Vienna come assistente presso l’istituto di fisica, Mendel nel luglio del 1853 torna al monastero come professore di fisica, matematica e biologia e qui sviluppa e perfeziona le sue doti di ricercatore e scienziato. Mendel compie esperimenti nell’orto botanico del monastero coltivando piante e analizzandone i risultati.

Dopo sette anni di ricerche identifica sette “linee pure”, ovvero sette varietà di pisello che differiscono per caratteri estremamente visibili. Le caratteristiche di questa pianta si prestano particolarmente allo studio, unitamente a un semplice sistema riproduttivo, grazie al quale il monaco può impollinare con facilità i suoi vegetali.

All’inizio del 1865 Mendel ha l’occasione di esporre il lavoro di una vita a un pubblico di circa quaranta persone, tra cui biologi, chimici, botanici e medici. Tiene due conferenze rispettivamente l’8 febbraio e l’8 marzo. Nessuno però pare riuscire a comprendere l’importanza del suo lavoro. L’anno successivo pubblica i suoi risultati facendo stampare 40 copie che invia agli scienziati più importanti del continente. L’unica persona che però sembra essere interessato al suo operato è Karl Wilhelm von Nägeli, professore di botanica dell’università di Monaco.

Negli ultimi anni di vita Mendel è amareggiato dai fallimenti personali e professionali, in quanto non riesce più a riprodurre lo stesso rapporto statistico con altri tipi di piante. Muore a Brno a causa di una nefrite acuta, il 6 gennaio 1884, all’età di 61 anni.

I miei studi scientifici mi hanno dato una grande gratificazione; e sono convinto che non passerà molto tempo prima che il mondo intero riconosca i risultati del mio lavoro.

Mendel per primo applicò la matematica, in particolare la statistica e il calcolo delle probabilità, allo studio dell’ereditarietà biologica. Trentacinque anni dopo la scoperta delle leggi mendeliane, saranno l’olandese Hugo de Vries, il tedesco Carl Correns e l’austriaco Erich von Tschermak a riconoscere il valore delle scoperte di Mendel. L’opera di Mendel riesce così ad ottenere il posto che le spetta nella storia della scienza nel 1900.

Ti è piaciuto il post?

Iscrivi alla newsletter per rimanere aggiornato