FRANCO MANDELLI - "La cura non può essere solo la somministrazione dei farmaci, ma bisogna pensare che dietro ad una malattia c'è sempre un essere umano"

Pubblicato il 21 Luglio 2018 - Lettura in 1 min.

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Franco Mandelli, medico ed uno dei più importanti ematologi italiani, pioniere della lotta alle neoplasie del sangue (leucemie) e del sistema linfatico (linfomi), presidente del GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto) e dell’AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) ci ha lasciato il 15 Luglio scorso, all’età di 87 anni.

Per comprendere l’importanza della sua ricerca basti pensare che prima che arrivasse il suo schema rivoluzionario, in Italia di leucemia acuta si moriva. L’innovazione riguardò il modo di aggredire le cellule con una chemioterapia «taglia-globuli bianchi» che li faceva sparire dal midollo indistintamente, buoni e cattivi. Avevano osservato che nel ricostituirsi, i primi erano più veloci dei secondi. Fu l’avvio di una diversa cultura nell’approccio ai tumori.

Il nome di Mandelli resterà per sempre legato all’Ail, nata nel 1969, poderosa macchina di volontari al 100%, presenti in ogni provincia italiana ed ancora, alla Partita del Cuore e alla maratona televisiva Trenta Ore per la vita.  Oltre la metà della sua vita l’ha trascorsa coltivando il sogno di debellare le malattie oncoematologiche ed è sicuramente a lui che dobbiamo un grazie nell’aver contribuito a rendere migliore la nostra società.

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