ANDREA CAMILLERI - "Chi ha sapere deve seminare come chi semina il grano. Il sapere non deve essere un'élite."

Pubblicato il 20 Luglio 2019 - Lettura in 2 min.

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Andrea Calogero Camilleri, scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo siciliano, è morto mercoledì 17 luglio scorso all’Ospedale di Santo Spirito a Roma, dove era stato ricoverato un mese prima in seguito ad un arresto cardiaco.

Scrittore prolifico ed estremamente popolare, anche per le trasposizioni televisive dei suoi romanzi, caratterizzate da un’originale fusione di dialetto siciliano e di italiano, diventata la cifra linguistica distintiva della sua prosa narrativa e che ne ha fatto un autore dai contenuti originali e di qualità, ma al tempo stesso accessibili a tutti.

Per molti anni Andrea Camilleri si è dedicato soprattutto al lavoro di regista e sceneggiatore televisivo e soltanto in età matura, ha ripreso la sua passione giovanile per la scrittura, esordendo nel 1978, con “Il corso delle cose“. Dopo i primi romanzi, Camilleri nel 1994, con “La forma dell’acqua”, ha inaugurato la fortunata serie di romanzi e di racconti basati su un celeberrimo personaggio principale: il commissario di polizia Salvo Montalbano. Il commissario Montalbano risolve intricati casi polizieschi, con un profondo e sincero amore per la giustizia che lo porta spesso a comportamenti difformi dai regolamenti e dalle convenzioni.

Camilleri ha dedicato la sua vita alla lotta alla corruzione e al crimine organizzato nella vita politica, con la sua caratteristica ironia e pacatezza che l’hanno sempre contraddistinto. Il suo lavoro autorevole come intellettuale capace di farsi comprendere da un pubblico ampio, hanno portato lo scrittore siciliano a divenire un importante punto di riferimento per l’opinione pubblica.

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