ALBERT EINSTEIN - "La differenza tra la genialità e la stupidità è che la genialità ha i suoi limiti"

Pubblicato il 31 Marzo 2018 - Lettura in 1 min.

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Rivoluzionò la scienza del tempo e la nostra aprendoci gli occhi sull’universo e sul mondo fisico. 

Si racconta che Einstein spesso venisse “rapito” dal pensiero della fisica e della scienza, perdendo interesse per quanto accadeva attorno a lui. Un giorno, nel bel mezzo del discorso di un alto funzionario a un solenne ricevimento in suo onore, Einstein tirò fuori una penna e si mise a scarabocchiare equazioni sul retro del programma, in uno stato di totale estraniamento. Finita l’orazione, tutti scattarono in piedi e applaudirono girandosi verso il festeggiato. A quel punto, la sua segretaria gli sussurrò all’orecchio che doveva alzarsi: lo fece, ma cominciò anch’egli a battere le mani finché Helen non lo avvertì che l’acclamazione era rivolta proprio a lui!

Fino alla fine dei suoi giorni Albert Einstein continuò a essere molto attivo nel campo della fisica teorica. Rimase sempre critico nei confronti della meccanica quantistica, la disciplina che egli stesso contribuì a fondare con il suo articolo sull’effetto fotoelettrico premiato con il Nobel che tuttora fornisce la descrizione più accurata dei fenomeni fisici su scala atomica e subatomica.

Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbi.

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