Graphic Curriculum

Pubblicato il 1 Gennaio 1 - Lettura in 4 min.

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Sono nata in un piccolo paese lucano di quasi quattromila abitanti, dopo aver frequentato le scuole dell’obbligo ho deciso di iniziare i miei studi universitari nel capoluogo umbro.

La scelta di intraprendere la facoltà di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche mi è piombata dall’alto quasi come unica possibilità di scelta e io non ho fatto altro che seguirla. All’inizio non è stato per nulla semplice. Lasciare un paesino che, seppur mi stava stresso, nel quale avevo vissuto per 18 anni e iniziare una facoltà che il primo anno mi riproponeva le stesse materie studiate al Liceo non era proprio nelle mie aspettative. Superato lo scoglio del primo anno ho iniziato ad innamorarmi della “mia Facoltà” alla prima lezione di Chimica Farmaceutica I del Professor Pellicciari. Ricordo benissimo la sua prima lezione in cui proiettò una slide con la bella addormentata, la scena in cui lei avvelenata dal morso della mela giaceva dormiente attorniata dai 7 nani e dal principe azzurro e di come sfatò la bellissima storia romantica della Disney raccontandoci la sua versione. La bella addormentata aveva semplicemente preso lo Xanax! Da li in poi ho adorato ogni istante dei suoi corsi e capito di aver fatto la scelta giusta. E così sono passati 5 anni stupendi che mi hanno portato venerdì 17 Maggio 2013 (le menti scientifiche non possono permettersi di essere superstiziose!) a conseguire la Laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Sempre a Perugia ho proseguito la mia formazione professionale con il conseguimento del Master di II livello in “Tecnologie Farmaceutiche ed Affari Regolatori”.

Da lì ho avuto l’opportunità di iniziare il mio percorso professionale in Sanofi, nello stabilimento di Scoppito (AQ). Sono stati quattro mesi che mi sono sembrati anni, non per la pesantezza ma per la mole di conoscenza che ho acquisito. Desideravo entrare nel mondo dell’industria farmaceutica, ma nulla dei pochi racconti dell’università si sono rivelati veritieri. Il mio primo giorno in azienda farmaceutica lo ricordo come “il giorno degli acronimi”, tutti strani, per me poco comprensibili, non certo semplici da ricordare. Ecco perché la prima cosa che feci fu scrivere di getto qualsiasi acronimo che sentissi. La seconda fu mettermi alla mia scrivania e iniziare a dare un senso a quegli acronimi creandomi un glossario. Solo così sono riuscita a sopravvivere a quella che per me si prospettava la prima sfida del mondo dell’industria, ovvero la “giungla” degli acronimi Pharma. Sono stati i quattro mesi più preziosi della mia formazione professionale nei quali sono passata dal fare la gap analysis di documenti, alla runner nelle ispezioni AIFA, all’aiuto grafico per una campagna di informazione interna dei prodotti dell’azienda. Come tutte le belle avventure anche questa è volta al termine.

Ho deciso quindi di risalire l’Italia e toccare il confine svizzero per iniziare una nuova avventura presso la Baxter di Mondadizza (SO), tra le innevate vette della Valtellina. È qui che mi sono buttata a capofitto nell’attività del Quality Assurance tra stesura di PQR, Batch Record Review e specifiche di confezionamento. Anche qui quasi un anno è volato grazie a uno stabilimento in crescita e ad una compagnia alquanto bizzarra.

La Valtellina mi stava stretta, avevo voglia di imparare ancora di più di un processo produttivo ed è così che ho colto l’opportunità di seguire la produzione dei principi attivi dei farmaci spostandomi, non di molto, nel lodigiano per una nuova avventura nel mondo degli API (Active Pharmaceutical Ingredient). Era però una realtà diversa, forse troppo da quelle a cui ero abituata. Ero sempre più convinta di ritornare nel mondo vero e proprio del Farmaceutico.

Mi sono trasferita così nell’affascinante capoluogo meneghino dove attualmente risiedo e da lì è iniziata l’avventura di Farmaceutica Younger, un blog che ho voluto fortemente per aiutare tutte quei ragazzi che come me, all’epoca in cui ho iniziato la mia avventura nell’industria farmaceutica, si sono trovati davanti al grande divario tra le nozioni apprese nel mondo accademico e quello farmaceutico.

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