HOT THIS WEEK IN PHARMACEUTICAL CHEMISTRY N.48

Pubblicato il 6 Maggio 2018 - Lettura in 2 min.

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Uno studio dal titolo “PERK inhibition delays neurodegeneration and improves motor function in a mouse model of Marinesco-Sjögren syndrome” pubblicato su Human Molecular Genetic e realizzato dall’IRCCS, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi “G. D’annunzio” di Chieti-Pescara, ha identificato un potenziale trattamento farmacologico per la sindrome di Marinesco-Sjögren. La sindrome di Marinesco-Sjögren è una malattia genetica neuromuscolare molto rara che si manifesta nei primi anni di vita del bambino. Le manifestazioni cliniche principali sono difficoltà nel coordinare i movimenti e nel linguaggio, disabilità mentale, debolezza muscolare. La malattia è causata dalla mutazione di un gene chiamato SIL1, importante per il ripiegamento e il trasporto delle proteine destinate alla membrana cellulare o a essere esportate all’esterno della cellula. In questa malattia il gene SIL1 è difettoso e le proteine si accumulano all’interno della cellula attivando un segnale di stress che, se non viene risolto o contrastato, porta la cellula a ‘suicidarsi’. Un enzima, la chinasi PERK, media uno di questi segnali di stress. I ricercatori hanno perciò deciso di puntare sul blocco dell’attività di PERK con un farmaco sperimentale, il GSK2606414. Somministrando l’inibitore di PERK ai topi woozy, un modello animale della malattia che ne riproduce le caratteristiche principali, i ricercatori sono riusciti a ritardare la degenerazione dei neuroni e l’insorgenza dei sintomi clinici, con un miglioramento della funzione motoria. Il farmaco sperimentale ha alcuni effetti indesiderati, in particolare sulla funzione del pancreas. Tuttavia sono già in sperimentazione composti più sicuri.

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