HOT THIS WEEK IN PHARMACEUTICAL CHEMISTRY N.32

Pubblicato il 7 Gennaio 2018 - Lettura in 2 min.

6BB17AC8-B164-4E0A-BBF2-F03E5DDC1A5F.PNG

Una nuova scoperta pubblicata sulla rivista Nature condotto da un gruppo di ricercatori italiani della Columbia University di New York guidati da Antonio Iavarone ed Anna Lasorella sul fronte della ricerca contro il cancro ha permesso di individuare il meccanismo innescato dalla fusione di due geni, FGFR3 e TACC3, che causa alcuni tumori umani tra cui il glioblastoma, il più aggressivo e letale dei tumori al cervello.

Il glioblastoma è il tumore più comune e più maligno tra le neoplasie della glia. La causa sarebbe da ricondursi a cellule staminali aberranti che, invece di generare un tessuto normale, danno origine a un tumore cerebrale maligno. Le cellule staminali del glioblastoma, infatti, oltre a essere resistenti alle terapie farmacologiche, hanno la capacità di migrare dal tumore e di diffondersi in diverse aree del cervello. Questo tumore colpisce ogni anno circa 1.500 italiani, con un picco di incidenza compreso tra 50 e 65 anni.

Alla base del meccanismo individuato dai ricercatori vi è l’aumento del numero e dell’attività dei mitocondri, organelli presenti all’interno della cellula che funzionano come centraline di produzione di energia che porta ad una maggiore disponibilità di energia per il moltiplicarsi e diffondersi incontrollato delle cellule tumorali.

La scoperta apre le porte per l’impiego di farmaci che interferiscono con la produzione di energia da parte dei mitocondri che si auguri porterà benefici importanti per il trattamento dei tumori sostenuti dalla fusione genica FGFR3-TACC3.

Ti è piaciuto il post?

Iscrivi alla newsletter per rimanere aggiornato