HOT THIS WEEK IN PHARMACEUTICAL CHEMISTRY N.24

Pubblicato il 5 Novembre 2017 - Lettura in 2 min.

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Studiando i modelli murini affetti da cancro alla prostata, i ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine nel loro studio pubblicato su Science che porta il titolo di _“Adrenergic nerves activate an angio-metabolic switch in prostate cancer” _hanno scoperto che il segnale beta-adrenergico endoteliale trasmesso dalle fibre nervose adrenergiche nello stroma della prostata è fondamentale per l’attivazione di un “interruttore angiogenico” che alimenta la crescita tumorale in maniera esponenziale. 

Questi nervi specifici su cui i ricercatori si sono concentrati trasmettono segnali liberando il neurotrasmettitore noradrenalina, che si lega al recettore β2-adrenergico (ADRβ2). I ricercatori hanno dimostrato che il rilascio di noradrenalina attiva il recettore ADRβ2 nelle cellule endoteliali dei vasi sanguigni del topo. Una volta attivato, il recettore, mette in moto una serie di meccanismi a cascata che promuovono la formazione di nuovi vasi sanguigni assicurando così alle cellule tumorali una continua proliferazione attraverso la glicolisi. Le cellule endoteliali dipendono tipicamente dalla glicolisi aerobica per l’angiogenesi.

Da qui i ricercatori sono partiti provando a eliminare l’ADRβ2 endoteliale, il gene che codifica il recettore β2-adrenergico, il che ha portato all’inibizione dell’angiogenesi attraverso l’attivazione preferenziale della fosforilazione ossidativa endoteliale a scapito della glicolisi che di conseguenza, ha mostrato una più ridotta crescita dei vasi sanguigni. La deplezione congiunta di ADRβ2 e Cox10, un gene che codifica un fattore di assemblaggio la citocromo-c ossidasi o complesso IV (l’ultimo complesso enzimatico coinvolto nella catena di trasporto degli elettroni), ha impedito la progressione del cancro alla prostata. Questo “cross-talk” tra i nervi e il metabolismo endoteliale potrebbe potenzialmente essere la chiave per una terapia antitumorale mirata nel tumore alla prostata.

Per leggere l’abstract del paper qui il link… http://science.sciencemag.org/content/358/6361/321.long

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