HOT THIS WEEK IN PHARMACEUTICAL CHEMISTRY N.15

Pubblicato il 3 Settembre 2017 - Lettura in 2 min.

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L’osteoporosi è una malattia metabolica che provoca la progressiva perdita di massa ossea; come risultato, l’architettura scheletrica è compromessa e le ossa divengono fragili e più soggette a fratture. Rappresenta un problema di salute globale che interessa una su tre donne e uno su cinque uomini in tutto il mondo.

Un recente studio condotto da ricercatori della University of British Columbia, Vancouver, in Canada ha messo in evidenza come la salvia rossa, una pianta ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale cinese risulti efficace nel trattamento dell’osteoporosi impedendone la perdita ossea senza causare effetti collaterali. I ricercatori hanno pubblicato i risultati della loro ricerca in un articolo dal titolo “An Ectosteric Inhibitor of Cathepsin K Inhibits Bone Resorption in Ovariectomized Mice” descrivendo un modo per bloccare selettivamente un enzima chiamato Cathepsin K (CatK) che svolge un ruolo importante nella ripartizione del collagene.

I ricercatori hanno sperimentato un composto derivato dalla salvia rossa nelle cellule ossee umane e di topo ed in un modello murino. Hanno scoperto che il composto manteneva inalterato il numero di osteoclasti e aumentava la densità minerale ossea nei topi trattati del 35 per cento, rispetto al gruppo di controllo.

La maggior parte dei farmaci in fase di sviluppo bloccano le funzioni dell’enzima relative alla malattia come il degrado del collagene, ma anche le altre funzioni normali importanti, in cui l’enzima è naturalmente coinvolto. Dieter Brömme, Professore presso il Canada Research e Chair in Proteases and Disease, che ha diretto lo studio, ha spiegato di aver trovato un modo per bloccare CatK solo nel tessuto osseo, in modo da impedire lo sviluppo di effetti negativi.

Il trattamento potrebbe anche essere utilizzato per trattare una varietà di altre malattie ossee e cartilaginee come l’artrite e alcuni tumori ossei.

I risultati dello studio sono stati pubblicati nel Journal of Bone and Mineral Research.

Per leggere l’abstract del paper qui il link… http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jbmr.3227/full

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