HOT THIS WEEK IN PHARMACEUTICAL CHEMISTRY N.10

Pubblicato il 30 Luglio 2017 - Lettura in 2 min.

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Un composto naturale presente in frutta e verdura, dalle fragole ai cetrioli, sembra fermare il processo di perdita della memoria legata allamalattia di Alzheimer e altre malattie neurodegenerative. Questo è quanto emerge da una nuovo studio pubblicato sul “_The Journals of Gerontology Series A”_ e condotto da Pamela Maher e dai ricercatori del Salk Institute for Biological Studies, California.

La molecola in questione è il Fisetin, un polifenolo appartenente al gruppo dei flavanoidi: è un colorante della frutta e verdura e possiede proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

Negli ultimi 10 anni, Maher e il suo team hanno condotto una serie di studi che hanno dimostrato che le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie di fisetin potrebbero aiutare a proteggere le cellule del cervello contro gli effetti dell’invecchiamento associati a patologie neurodegenerative.

Per raggiungere i loro risultati, i ricercatori hanno testato fisetin nei topi geneticamente progettati per invecchiare prematuramente: quando i topi prematuri sono invecchiati di circa 3 mesi, sono stati suddivisi in due gruppi. Un gruppo ha ricevuto una dose di fisetin ogni giorno per 7 mesi, fino all’età di 10 mesi. L’altro gruppo non ha ricevuto la molecola. Tutti i roditori sono stati sottoposti a test cognitivi e comportamentali, usando i labirinti d’acqua, durante tutto lo studio, valutando anche i livelli di marcatori legati allo stress e all’infiammazione. I ricercatori hanno scoperto che i topi di 10 mesi che non hanno ricevuto fisetin quotidianamente mostravano un aumento di marcatori associati allo stress e all’infiammazione associati a peggiori test cognitivi rispetto ai topi trattati con fisetin.

“A dieci mesi, le differenze tra questi due gruppi erano impressionanti”, osserva Maher.

“Il modello che abbiamo usato qui è un modello preventivo” aggiunge “Abbiamo testato la molecola sui topi prima che avessero una perdita di memoria. Ma ovviamente i pazienti umani non vanno dal medico finché non hanno già problemi di memoria. Quindi il passo successivo per spostare la scoperta verso la clinica, è quello di verificare se il fisetin può invertire il declino nella memoria una volta che i suoi sintomi siano già comparsi.”

Per leggere l’abstract del paper qui il link… https://academic.oup.com/biomedgerontology/article-abstract/doi/10.1093/gerona/glx104/3860587/Fisetin-Reduces-the-Impact-of-Aging-on-Behavior

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