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Pubblicato il 26 Gennaio 2019 - Lettura in 2 min.

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Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’**Istituto Europeo di Oncologia (IEO) **ha scoperto un nuovo set di geni, la cosiddetta “firma molecolare”, in grado di predire l’evoluzione di un tipo di tumore al seno molto diffuso, il Luminal B, e dunque di identificare le pazienti che possono evitare la chemioterapia, perché dotate di una prognosi favorevole. Il lavoro dal titolo P53 loss in breast cancer leads to Myc Activation, increased cell plasticity and Expression of a mitotic signature with progonostic value è stato pubblicato sulla rivista Cell Reports.

I ricercatori hanno scoperto che le cellule tumorali possono ritrasformarsi in cellule staminali tumorali e identificato i meccanismi molecolari di questa riprogrammazione. Le cellule staminali del cancro sono anche responsabili della recidiva della malattia e della sua diffusione nell’organismo attraverso le metastasi. Il regista della loro rigenerazione è lo stesso gene che controlla la duplicazione delle staminali tumorali, il P53, in associazione con il gene MYC. I ricercatori hanno scoperto che la cellula tumorale ri-genera le staminali quando si verifica una diminuzione di P53 e un aumento di MYC. Questo asse P53-MYC è alterato nella stragrande maggioranza dei tumori e potrebbe perciò diventare un nuovo bersaglio terapeutico per frenare la progressione del tumore con un intervento radicale, in quanto agisce sulla causa della malattia.

La nuova firma molecolare scoperta è composta dai 189 geni regolati dai due geni registi P53 e MYC. I tumori che hanno un’alta espressione di questa firma molecolare avranno una prognosi più sfavorevole perché le cellule cancerose rigenereranno altre staminali e il tumore continuerà a crescere, mentre i tumori che hanno una bassa espressione cresceranno meno o non cresceranno per niente, e dunque potrebbero non essere trattati. La firma molecolare consentirà di trattare solo le pazienti che hanno una bassa espressione di questa firma molecolare.

L’obiettivo a breve termine è iniziare un trial clinico che confermi i risultati di questa ricerca di base. Ma i ricercatori si aspettano anche qualcosa di più. Il meccanismo molecolare che sta alla base dei geni che compongono la firma molecolare è un meccanismo base della crescita dei tumori e potrebbe consentire di trovare nuovi potenziali bersagli terapeutici, che potrebbero essere valutati per sperimentare nuove terapie per chi al momento non ha sufficienti possibilità di cura.

La ricerca IEO è stata finanziata dai fondi europei dello European Research Council (ERC), dal Ministero della Salute italiano e con il contributo di AIRC e FIRC.

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