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Pubblicato il 27 Maggio 2018 - Lettura in 2 min.

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Il Rhinovirus è la causa dei comuni raffreddori e può portare a riacutizzazioni della malattia in pazienti che soffrono di asma, fibrosi cistica, broncopneumopatia cronica ostruttiva e altre malattie respiratorie. Attualmente non sono disponibili trattamenti specifici approvati per i virus, ma un nuovo studio pubblicato su Nature Chemistry condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra ha ora identificato una piccola molecola, l’IMP-1088, capace di bloccare la riproduzione del rhinovirus inibendo un enzima umano chiamato N-myristoyltransferasi (NMT).

Quando il rhinovirus infetta il corpo, usa l’N-myristoyltransferasi come capside, ossia come un guscio per proteggere il proprio DNA e mantenersi in vita. Sulla base di ciò i ricercatori hanno pensato di inibire l’enzima umano per previene quindi la replicazione virale. La molecola individuata, l’IMP-1088, è riuscita a bloccare nelle cellule umane infettate dal virus la sua replicazione senza avere azione tossica per le cellule umane. Il composto ha dimostrato attività antivirale contro diversi ceppi di rhinovirus.

Per essere efficace, l’IMP-1088 deve essere somministrato alle cellule attaccate dal virus entro poche ore dall’infezione. Gli studi in vivo non sono ancora stati condotti e si pensa che molteplici cellule e fattori immunitari potrebbero influenzare l’efficacia terapeutica dell’IMP-1088. Un potenziale vantaggio dell’approccio è che i virus potrebbero avere difficoltà a sviluppare resistenza verso un farmaco che si rivolge a un enzima umano. Nel complesso, i dati emersi da questo studio sono nuovi nel campo e sicuramente potrebbero fornire un nuovo approccio per prevenire o curare l’infezione da rhinovirus.

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