HOT THIS WEEK IN FARMACEUTICA YOUNGER N.103

Pubblicato il 2 Giugno 2019 - Lettura in 3 min.

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La biologia e la genetica umana sono state le fondamenta dell’innovazione di Amgen negli ultimi quarant’anni. Sulla base del nostro approccio scientifico e della velocità alla quale ci stiamo muovendo, ritengo che Amgen avrà un profondo impatto sul trattamento futuro di alcuni tumori. Siamo impegnati a rendere disponibili rapidamente nuove terapie contro il cancro ai pazienti che ne hanno bisogno. - David M. Reese, MD, vice presidente esecutivo R&D di Amgen.

Amgen presenterà i dati della sua promettente pipeline oncoematologica al 55° congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), il più grande evento del mondo nel campo dell’oncologia, dove quasi 40 mila specialisti in questa disciplina si incontreranno nella città di Chicago dal 31 maggio al 4 giugno 2019.

In occasione del congresso Amgen presenterà sette molecole sperimentali per il trattamento di diverse tipologie di neoplasie ematologiche e di tumori solidi.

I dati di rilievo della pipeline oncoematologica dell’azienda includono i primi dati derivati da studi condotti sull’uomo (first-in-human) relativi alla molecola sperimentale AMG 510, il primo inibitore di KRASG12C a raggiungere lo stadio clinico in pazienti affetti da tumori solidi con mutazione G12C del gene KRAS localmente avanzati o metastatici.

In oltre trent’anni di ricerche, le proteine RAS costituiscono la famiglia di geni maggiormente soggetti a mutazioni nei tumori umani. Nell’ambito di questa famiglia, la variante più diffusa è la KRAS, particolarmente comune nei tumori solidi. Una specifica mutazione, nota come KRASG12C, rappresenta circa il 12% di tutte le mutazioni KRAS in tutti i diversi tipi di tumore. Amgen sta esplorando il potenziale dell’inibizione di KRASG12C in un’ampia varietà di tipi di tumore.

Ulteriori dati della pipeline introdurranno l’anticorpo reclutatore bispecifico di cellule T (BiTE®, Bispecific T-cell Engager) nelle neoplasie ematologiche e nei tumori solidi, incluso, per la prima volta, il tumore della prostata. Le molecole BiTE sono sviluppate per legare le cellule T dei pazienti ad antigeni tumorali specifici, attivando il potenziale citotossico delle cellule T, allo scopo di eliminare il tumore rilevabile.

Saranno inoltre presentati i risultati aggiornati di uno studio di fase I di incremento della dose che ha valutato la molecola sperimentale AMG 420, una molecola BiTE specifica per l’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA, B-cell maturation antigen), in pazienti con mieloma multiplo.

La tecnologia con l’anticorpo reclutatore bispecifico di cellule T (BiTE, Bispecific T-cell Engager) è una piattaforma mirata immuno-oncologica, progettata per legare le cellule T dei pazienti a specifici antigeni tumorali, attivando in questo modo il potenziale citotossico delle cellule T allo scopo di eliminare il tumore rilevabile. La piattaforma immuno-oncologica BiTE ha il potenziale per trattare diversi tipi di tumore, legandosi a specifici antigeni tumorali. La piattaforma BiTE permette di ottenere soluzioni implementabili immediatamente, che hanno il potenziale per rendere disponibile a tutti gli operatori sanitari un trattamento innovativo con cellule T quando i loro pazienti ne hanno bisogno.

Amgen sta sviluppando più di una dozzina di molecole BiTE al fine di trattare numerose tipologie di neoplasie ematologiche e di tumori solidi, evolvendo ulteriormente la tecnologia BiTE, allo scopo di migliorare le aspettative del paziente e il potenziale terapeutico.

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