Carlo Erba - ritratto di uno scienziato, di un imprenditore italiano

Silvia Vernotico

2 min
Carlo Erba - ritratto di uno scienziato, di un imprenditore italiano

Era una fredda giornata di febbraio e durante i miei consueti giri alla scoperta di Milano, mi sono ritrovata in una piccola viuzza di Brera, precisamente in Via Fiori Oscuri 13.

Qui Carlo Erba nel 1837 iniziò la sua operosa attività di farmacista, imprenditore e mecenate.

Mi sono fermata di botto, fissa davanti a quella targa, come in contemplazione davanti all'opera d'arte più bella e affascinante di sempre. Da lì era iniziato tutto.

In quella piccola farmacia un giovane farmacista lombardo con un’idea imprenditoriale ben chiara in mente, aveva trasformato per sempre l’antica professione dello speziale.

Nel 1853 quel giovane farmacista di nome Carlo Erba inaugura il primo laboratorio farmaceutico italiano per la produzione su larga scala, proprio accanto alla sua farmacia. Nel 1867 apre alle porte di Milano la prima industria farmaceutica del paese, destinata a restare a lungo la più grande del paese.

Il nuovo stabilimento è come lo vuole lui, all'avanguardia. Dotato di una caldaia da 25 cavalli vapore e dei macchinari più moderni macchinari, inclusi gli accessori per le estrazioni e le cristallizzazioni. I prodotti confezionati dal nuovo stabilimento vengono richiesti e spediti in tutto il mondo, dall'Europa, all'Africa, dall'Asia Minore all'America del Sud.

Ogni giorno che passa nella sua azienda Carlo Erba studia e sintetizza nuove molecole. Nel 1878 il listino della casa arriva a contare ben 1738 voci comprendenti prodotti chimici e farmaceutici, reagenti per analisi, alimenti zootecnici e prodotti dietetici per la prima infanzia.

Ricercatore attento, Carlo Erba non rimane insensibile alle problematiche sociali. Quando nelle campagne e sui monti lombardi una malattia endemica reca lutti tra la popolazione rurale, il suo contributo finanziario e scientifico, in appoggio al Lombroso nello studio sulla pellagra, fu determinante. Ma non solo, nel 1887 decide di donare 400.000 lire al Politecnico di Milano per fondare l’Istituzione Elettrotecnica Carlo Erba, che diventa una “scuola speciale di elettricità”

L’anno successivo muore, lasciando una grande eredità al fratello Luigi, la prima industria chimico farmaceutica del bel paese.

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