GMP - Capitolo 3

Pubblicato il 12 Agosto 2019 - Lettura in 8 min.

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Capitolo 3 - Locali ed attrezzature

Principi

Locali e attrezzature devono essere ubicati, progettati, costruiti, adattati e sottoposti a regolare manutenzione in modo da risultare idonei alle operazioni da svolgere. La loro disposizione e progettazione deve minimizzare il rischio di errori e consentire efficaci interventi di pulizia e manutenzione così da evitare la contaminazione crociata (cross-contamination), l’accumulo di polvere o di sporcizia ed in genere qualunque effetto negativo sulla qualità dei prodotti.

Locali

Aspetti generali

3.1 I locali devono essere ubicati in un ambiente che, considerato unitamente alle misure volte a proteggere la fabbricazione, presenti un rischio minimo di provocare la contaminazione dei materiali o dei prodotti.

3.2 I locali devono essere sottoposti ad un’accurata manutenzione, assicurando nel contempo che le operazioni di riparazione e di manutenzione non comportino alcun rischio per la qualità dei prodotti. I locali devono essere puliti e all’occorrenza disinfettati secondo dettagliate procedure scritte.

3.3 Le condizioni di illuminazione, temperatura, umidità e ventilazione devono risultare adeguate e tali da non avere ripercussioni negative, dirette o indirette sui prodotti medicinali durante le fasi di fabbricazione e stoccaggio oppure sul corretto funzionamento delle attrezzature.

3.4 I locali devono essere progettati e attrezzati in modo da offrire la massima protezione contro l’ingresso di insetti o di altri animali.

3.5 Si devono prendere provvedimenti per impedire l’accesso di persone non autorizzate. Le zone adibite alla produzione, allo stoccaggio e al controllo qualità non devono essere zone di passaggio per il personale che non vi lavora.

Area di Produzione

3.6 La cross-contamination deve essere evitata per tutti i prodotti attraverso una appropriata progettazione e gestione degli impianti di produzione. Le misure per prevenire la contaminazione crociata devono essere commisurate ai rischi. I principi del Quality Risk Management devono essere utilizzati per valutare e controllare i rischi. A seconda del livello di rischio, potrebbe essere necessario dedicare locali e attrezzature per le operazioni di produzione e/o di imballaggio al fine di controllare il rischio legato ad alcuni prodotti medicinali.

Sono necessarie strutture dedicate per la produzione quando un medicinale presenta un rischio nei seguenti casi:

i. il rischio non può essere adeguatamente controllato da misure operative e/o tecniche,

ii. i dati scientifici derivanti dalla valutazione tossicologica non sono sufficienti a supportare un rischio controllabile (ad esempio il potenziale allergenico derivante da materiali altamente sensibilizzanti come i beta lattamici) o

iii. i limiti dei residui rilevanti, derivati dalla valutazione tossicologica, non possono essere determinati in modo soddisfacente mediante un metodo analitico convalidato.

Ulteriori indicazioni sono disponibili nel Capitolo 5 e negli Annex 2, 3, 4, 5 e 6.

3.7 I locali devono essere disposti preferibilmente in modo da consentire che la produzione avvenga in aree collegate tra loro secondo un ordine logico corrispondente alla sequenza delle operazioni da svolgere e ai livelli di igiene prescritti.

3.8 Gli spazi adibiti alla lavorazione e allo stoccaggio durante la produzione devono essere tali da consentire la disposizione ordinata e logica di attrezzature e materiali così da minimizzare il rischio di frammischiamento tra medicinali diversi o tra i loro componenti, evitare la contaminazione crociata e minimizzare il rischio che una delle fasi del processo di fabbricazione o di controllo venga omesso o mal eseguito.

3.9 Nei luoghi in cui le materie prime e i materiali di confezionamento primario, prodotti intermedi o bulk sono esposti all’ambiente, le superfici interne (pareti, pavimenti e soffitti) devono essere lisce, esenti da crepe e giunture sconnesse e tali da non produrre polvere e da poter essere pulite in modo semplice ed efficace e, se necessario, disinfettate.

3.10 Le tubazioni, gli impianti di illuminazione, i punti di ventilazione e gli altri servizi devono essere progettati e disposti in modo da evitare che vengano a crearsi rientranze difficili da pulire. Per quanto possibile devono risultare accessibili, per la manutenzione, dall’esterno delle aree adibite alla produzione.

3.11 Le tubazioni di scarico devono essere di dimensioni adeguate e disporre di pozzetti di scarico. Ove possibile devono essere evitate le canalette aperte, ma qualora la loro presenza si riveli necessaria devono essere poco profonde per facilitarne la pulizia e la disinfezione.

3.12 Le aree adibite alla produzione devono essere ventilate in modo efficace, disporre di apparecchiature per il controllo del condizionamento dell’aria (incluse la temperatura e, quando necessario, l’umidità e la filtrazione) adeguate tanto ai prodotti trattati e alle relative operazioni quanto all’ambiente esterno.

3.13 La pesata delle materie prime deve, di norma, aver luogo in un locale pesata separato appositamente progettato per tale uso.

3.14 Nei casi in cui vi sia produzione di polvere (ad es. durante le operazioni di campionamento, pesata, miscelazione e operazioni di lavorazione, confezionamento di prodotti secchi) si devono prendere specifiche precauzioni per impedire la contaminazione crociata ed agevolare la pulizia.

3.15 I locali per il confezionamento dei medicinali devono essere adeguatamente progettati e disposti in modo da evitare frammischiamenti e/o contaminazione crociata.

3.16 Le aree adibite alla produzione devono essere ben illuminate, in particolar modo laddove si svolgono controlli visivi sulla linea di produzione.

3.17 Gli in-process control devono essere effettuati nell’area adibita alla produzione purchè essi non comportino nessun rischio per la produzione stessa.

Aree di stoccaggio

3.18 Le aree di stoccaggio devono avere una capacità sufficiente a consentire di depositare in modo ordinato le varie categorie di materiali e prodotti: materie prime e materiali di confezionamento, prodotti semilavorati, bulk e finiti, prodotti in quarantena, approvati, respinti, resi o richiamati.

3.19 Le aree di stoccaggio devono essere progettate o adattate in modo da garantire buone condizioni di conservazione. In particolare, devono risultare pulite e asciutte e mantenute entro limiti accettabili di temperatura. Laddove siano richieste speciali condizioni per lo stoccaggio (ad es. di temperatura e di umidità) tali condizioni devono essere fornite, verificate e controllate.

3.20 Le zone di ricezione e spedizione devono proteggere i materiali e i prodotti dalle intemperie. Le aree adibite al ricevimento devono essere progettate e attrezzate in modo da consentire quando necessario di procedere alla pulizia dei contenitori dei materiali in arrivo prima del loro stoccaggio.

3.21 Qualora siano previste zone separate per la quarantena queste devono essere chiaramente indicate e accessibili soltanto al personale autorizzato. Qualunque sistema che sostituisca la quarantena fisica deve offrire un grado di sicurezza equivalente.

3.22 Deve di norma essere prevista un’area separata, adibita al campionamento delle materie prime. Qualora il campionamento abbia luogo nella zona adibita allo stoccaggio dei prodotti esso deve essere effettuato in modo tale da escludere la contaminazione o la cross-contamination.

3.23 Devono essere previste aree segregate per il deposito di materiali o prodotti respinti, richiamati o resi.

3.24 I materiali o i prodotti caratterizzati da un’elevata reattività devono essere stoccati in aree sicure.

3.25 I materiali di confezionamento stampati sono considerati critici ai fini della conformità del medicinale e particolare attenzione deve essere dedicata allo stoccaggio di tali materiali in condizioni di sicurezza.

Aree adibite al Controllo Qualità

3.26 Di norma i laboratori utilizzati per il controllo qualità devono essere separati dalle zone adibite alla produzione. Specialmente per quei laboratori utilizzati per il controllo di sostanze biologiche e microbiologiche nonchè radioisotopi, tali laboratori devono essere separati l’uno dall’altro.

3.27 I laboratori di controllo devono essere progettati in modo da essere idonei alle operazioni che in essi verranno effettuate. Lo spazio deve risultare sufficiente ad evitare frammischiamenti (mix-ups) e contaminazione crociata. Devono essere disponibili spazi adeguati per conservare i campioni e i documenti.

3.28 Potrebbero essere necessari locali separati per proteggere gli strumenti sensibili da vibrazioni, interferenze elettriche, umidità, ecc.

3.29 Per i laboratori nei quali si lavorano sostanze pericolose, come campioni biologici o radioattivi, sono richiesti particolari requisiti.

Aree per Attività Ausiliarie

3.30 I locali adibiti a sale break devono essere separati dalle altre aree.

3.31 I locali utilizzati per gli spogliatoi, per lavarsi le mani, e per i servizi igienici devono essere di agevole accesso e adeguati al numero di persone. I servizi igienici non devono comunicare direttamente con aree di produzione o di stoccaggio.

3.32 Le officine di manutenzione devono essere trovarsi il più lontano possibile dalle aree adibite alla produzione. Ogni volta che in un’area produttiva vengono depositati utensili e parti di ricambio questi andranno conservati in locali o scomparti ad essi riservati.

3.33 Gli stabulari devono essere ben isolati dalle altre zone e disporre di ingressi separati (per l’accesso agli animali) e di strutture per il trattamento dell’aria.

Apparecchiature

3.34 Le apparecchiature di produzione devono essere progettate, posizionate e sottoposte a manutenzione in modo da risultare idonee allo scopo cui sono destinate.

3.35 Le operazioni di manutenzione e riparazione non devono recare rischi per la qualità del prodotto.

3.36 Le apparecchiature di produzione devono essere progettate in modo da rendere agevole la loro completa pulizia. Devono essere pulite seguendo precise procedure scritte e conservate solo dopo essere state pulite e asciugate.

3.37 Le apparecchiature di lavaggio e pulizia devono essere scelte e usate in modo da non essere causa di contaminazione.

3.38 Le apparecchiature devono essere istallate in modo da prevenire qualsiasi rischio di errore o contaminazione.

3.39 Le apparecchiature di produzione non devono comportare rischi per i prodotti. Le parti che entrano a contatto con il prodotto non devono essere chimicamente reattive, nè dare luogo a fenomeni di cessione o assorbimento in misura tale da condizionare la qualità del prodotto costituendo un rischio.

3.40 Per le operazioni di controllo e produzione si dovrà disporre di bilance e strumenti di misura di capacità e precisione adeguate.

3.41 Le apparecchiature per effettuare misurazioni, pesate, registrazioni di dati e controlli devono essere tarate e verificate ad intervalli ben definiti e con metodi idonei. I risultati di tali analisi devono essere registrati secondo modalità adeguate.

3.42 Le tubazioni fisse devono essere chiaramente etichettate per indicarne il contenuto, e all’occorrenza, la direzione del flusso.

3.43 Le tubazioni adibite al trasporto di acqua distillata, deionizzata e, quando appropriato, di acqua di altro tipo devono essere sanitizzate secondo procedure scritte che riportino i limiti di attività dei contaminanti microbiologici e le misure da prendere.

3.44 Le apparecchiature difettose devono, se possibile, essere rimosse dalle zone adibite alla produzione e al controllo qualità, o almeno venire chiaramente etichettate come difettose.

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