Nuova molecola candidato per combattere i vermi nematodi responsabili di malattie tropicali

Pubblicato il 9 Gennaio 2019 - Lettura in 3 min.

I vermi nematodi parassiti responsabili di malattie come l‘oncocercosi e l’elefantiasi attualmente infettano oltre 150 milioni di persone nelle regioni tropicali di tutto il mondo. I trattamenti convenzionali attualmente disponibili possono richiedere mesi o addirittura anni per uccidere i parassiti. Un consorzio accademico-industriale ha messo a punto un potenziale farmaco candidato per gli studi preclinici che potrebbe fermare i parassiti dopo un trattamento di soli sette giorni. Lo studio dal titolo AWZ1066S, a highly specific anti-Wolbachia drug candidate for a short-course treatment of filariasis è stato pubblicato su PNAS.

L’oncocercosi (cecità fluviale) e la filariosi linfatica (elefantiasi) sono due malattie tropicali trascurate che insieme colpiscono circa 157 milioni di persone e infliggono gravi disabilità. Entrambe le malattie sono causate da nematodi parassiti. L’oncocercosi è considerata la seconda causa di cecità tra le patologie di natura infettiva. La filariosi linfatica può causare deformità agli arti in pazienti poiché i parassiti si depositano a livello dei vasi linfatici, dove esercitano la loro azione patogena provocando ipertrofia dei tessuti sottocutanei (elefantiasi).

Gli insetti come le zanzare o le mosche nere possono trasportare larve dei vermi da persona a persona e i nematodi adulti possono vivere e riprodursi all’interno dei loro ospiti per anni. I trattamenti attuali sono in grado di uccidere solo le larve immature chiamate microfilarie ma non le larve adulte che sono libere di riprodursi. Sono necessari programmi di trattamento a lungo termine (il trattamento va ripetuto ogni sei mesi per oltre 10 anni, che è in genere la durata di vita dei nematodi adulti), per eliminare i vermi dai pazienti.

Il nuovo farmaco candidato ha un approccio diverso. È in grado di uccidere un batterio chiamato Wolbachia che vive all’interno del verme ed è essenziale per la riproduzione del parassita. Studi precedenti hanno dimostrato che l’eliminazione di oltre il 90% del Wolbachia può sterilizzare i parassiti femmina, interrompendone il ciclo vitale. Il consorzio ha esaminato una libreria di 10.000 composti per la loro attività contro le cellule di zanzara infette da Wolbachia e ha identificato una rosa di 50 molecole attive che includevano una famiglia di promettenti tienopirimmidine. I ricercatori hanno quindi sintetizzato più di 300 analoghi per migliorare la loro potenza e velocità di azione contro Wolbachia.

Lo screening ha portato ad una molecola candidato chiamata AWZ1066S che contiene gruppi chimici chiave - tra cui un gruppo trifluorometilico e un sostituente metilico su una catena laterale della morfolina - che lo rendono da 10 a 100 volte più potente di altri analoghi. Test su topi infetti hanno dimostrato che il composto ha praticamente eliminato Wolbachia dai vermi in sette giorni, liberando le microfilarie dal sangue degli animali entro 14 settimane.

AWZ1066S è solubile in acqua, non tossico a dosi terapeutiche, altamente specifico contro Wolbachia e ha una buona stabilità, rendendolo adatto come farmaco orale.I ricercatori sperano di iniziare una sperimentazione clinica entro la fine dell’anno.

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