Indirubina e GSK-3: molecola e potenziale target per il trattamento dei sintomi dell'epilessia

Pubblicato il 14 Novembre 2018 - Lettura in 2 min.

Per le persone con epilessia, la gestione delle convulsioni è di fondamentale importanza per proteggere se stessi e le persone che li circondano. Eppure fino a un terzo delle persone epilettiche, dai 15 ai 20 milioni in tutto il mondo, non rispondono ai farmaci in commercio. Esaminando un tradizionale rimedio congolese per l’epilessia, i ricercatori hanno trovato un nuovo bersaglio proteico per lo sviluppo di potenziali farmaci per il controllo delle crisi epilettiche. Lo studio è stato pubblicato su ACS Chemical Neuroscience.

I farmaci antiepilettici in commercio agiscono sulle proteine coinvolte nella neurotrasmissione, come i canali ionici. Il nuovo studio suggerisce che la glicogeno sintasi chinasi 3 (GSK-3) sia un potenziale target farmacologico per controllare le crisi epilettiche. GSK-3 è una una chinasi degli amminoacidi serina e treonina che porta all’aggiunta di molecole di fosfato sui residui di questi due amminoacidi. GSK-3 è coinvolta in una serie di vie di segnalazione intracellulari, tra cui la proliferazione cellulare, la regolazione del glucosio e l’apoptosi.

I ricercatori hanno intervistato i guaritori congolesi, che usano un cocktail di 14 piante per il trattamento dell’epilessia, rivolgendo la loro attenzione sull’Indigofera arrecta, un membro della famiglia delle leguminose dalla quale si ricava la tinta indaco. Il team ha isolato il principio attivo della pianta, un composto noto chiamato** indirubina**. L’indirubina, con attività note antiinfiammatorie e antitumorali, si è mostrato efficace nel proteggere le larve dello Zebrafish dalle convulsioni chimicamente indotte.

E’ noto che l’indirubina agisce su diverse chinasi e proteine. I ricercatori hanno perciò testato vari composti, ognuno con diversa selettività tra i bersagli dell’indirubina, per capire quale tra questi era coinvolto nel meccanismo che scatena le convulsioni nello zebrafish e hanno dimostrato che l’inattivazione del gene che codifica per GSK-3 proteggeva lo Zebrafish dalle convulsioni. Quindi, hanno utilizzato un inibitore GSK-3 altamente selettivo, BIO-acetossima, per ridurre la gravità delle crisi indotte nei topi.

Il meccanismo attraverso il quale GSK-3 è coinvolto nella regolazione delle scariche epilettiche non è del tutto chiaro, soprattutto perchè GSK-3 regola molti processi cellulari. Il team è interessato ora ad approfondire come un ipotetico bloccante GSK-3 possa essere inserito in un “cocktail multi-drug” per tenere sotto controllo le scariche in pazienti che soffrono di epilessia. I ricercatori hanno presentato una domanda di brevetto su un cocktail a base di indirubina, BIO-acetossima e composti correlati.

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