L'Ema a...Milano? Copenaghen? Bruxelles? Vienna?

Pubblicato il 19 Novembre 2017 - Lettura in 9 min.

Il 20 novembre 2017 a Bruxelles sarà ufficializzata la decisione sulla città che ospiterà la sede dell’EMA dal momento che l’ente regolatorio è costretto a lasciare Londra a seguito della Brexit.

Milano è tra le candidate e sembra avere tutte le carte in regola per giocarsela fino all’ultimo. Si troverà a fronteggiare contendenti temibili: Bratislava, che è tra le favorite anche perché la Slovacchia non ospita nessuna agenzia Ue; Copenaghen, che vanta eccellenti centri di ricerca in ambito farmaceutico e scientifico; Amsterdam, forte per la logistica; Barcellona, la cui regione è considerata una delle maggiori produttrici di medicinali nell’Europa.

Vediamo quali sono, secondo i dati estrapolati dal sondaggio lanciato in rete la scorsa settimana, le papabili sedi e i loro punti di forza presentati chiaramente da ciascuna nazione nei loro dossier.

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L’EMA a…Milano?

Con il 74,2% di preferenze, Milano risulta la sede che secondo voi avrebbe i maggior requisiti per ospitare l’Agenzia Europea. Vediamo insieme i punti di forza presentati nel dossier della candidatura di Milano:

  • Sul criterio dell’equa distribuzione geografica delle agenzie decentrate europee, il dossier italiano sottolinea il basso numero di personale europeo (565 persone) impiegato nelle agenzie già ospitate dall’Italia (a Parma ha sede l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, Efsa, ad Ispra il Joint research centre, _JR_C, organo tecnico-scientifico della Commissione europea e a Torino è invece insediata la European Training Foundation, ETF)
  • La sede proposta è il grattacielo Pirelli che ospita attualmente il Consiglio della Regione Lombardia. Già previsto il piano di trasformazione del grattacielo per renderlo adeguato alle richieste dell’EMA. Il trasloco degli uffici della Regione dovrebbe avvenire entro marzo 2018, e il trasloco da Londra da gennaio 2019. Punto di forza del Pirellone è la sua collocazione strategica, fronte Stazione Centrale di Milano, punto chiave per i collegamenti ferroviari e verso i tre aeroporti milanesi. Milano, a differenza di altre candidature ha una rete metropolitana più ridotta, ma la città ha il maggior numero di taxi e offre anche una vasta rete di bike e car-sharing. Ricca è la disponibilità di sistemazioni alberghiere a due passi dalla futura sede proposta.
  • Il canone di affitto per la futura sede sarà gratuito nel 2019 per salire progressivamente a € 2 mln nel 2020, € 4 mln nel 2021 e € 7 mln a partire dal 2022.
  • Una ventina sono le scuole internazionali presenti nel solo territorio milanese, alle quali si aggiunge la Scuola Europea di Varese, seconda per dimensioni solo a quelle di Bruxelles e Lussemburgo, le scuole internazionali di Monza e Como e diciotto atenei universitari tra pubblici e privati.
  • Un sistema sanitario universalistico e gratuito verrebbe offerto alle famiglie dei dipendenti EMA. Milano è sede di molti ospedali e IRCCSS di primo livello su scala nazionale, sia pubblici che privati.
  • Un Help Desk a supporto dello staff di EMA in cerca di nuova casa a Milano.
  • L’Italia si contende con la Germania il primato dell’industria farmaceutica; la Lombardia è il cuore pulsante del settore, con il 60% della produzione nazionale, è una delle quattro regioni “motori d’Europa” insieme a Baden Wurtemberg (Germania), Catalogna (Spagna) e Auvergne – Rhône Alpes (Francia).
  • La collocazione strategica di Milano con le altre sedi dell’Agenzia: a Parma l’Efsa, il JRC di Ispra (VA) e a Torino l’ETF.
  • l’Italia può vantare un’Agenzia del Farmaco (Aifa) riconosciuta a livello internazionale per la qualità elevatissima del suo operato. Aifa, sottolinea il dossier italiano, è stata pioniera nella creazione di una cultura istituzionale che vede l’ente regolatore come partner dell’industria e non come barriera.
  • Nel 2016 l’Italia si è collocata al terzo posto tra i paesi Eu/Efta per la produttività nella ricerca sia in medicina che per quanto riguarda farmacologia, tossicologia e scienze farmaceutiche, dietro a Regno Unito e Germania, ed è anche all’avanguardia tra i paesi europei per quanto riguarda lo sviluppo dell’agenda digitale e l’uso dei big data in sanità. In progetto la costruzione di un polo scientifico, l’Human Technopole, che sorgerà sull’ex area Expo e che dovrebbe ospitare almeno millecinquecento ricercatori e sette centri di ricerca. Numerosi sono i centri d’eccellenza presenti nel territorio lombardo: _la Città della Salute _destinata a sorgere nell’ex area Falck di Sesto San Giovanni, l’_Istituto Mario Negr_i di ricerche farmacologiche, gli ospedali Humanitas, Istituto europeo d’oncologia (IEO), il _San Raffael_e di Milano, il _Policlinico San Matte_o di Pavia, il centro di ricerca Nerviano Medical Sciences, l’Istituto di ricerca in oncologia molecolare (IFOM) e l’Istituto nazionale di Genetica Molecolare (INGM).

Ecco qui il video presentato a supporto della candidatura di Milano.

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                                                                   Il grattacielo Pirelli

L’EMA a…Copenaghen?

Con un punteggio di 7,2%, la capitale danese sarebbe la più papabile, seconda solo a Milano. Vediamo i punti di forza presentati nel dossier della candidatura di Copenaghen:

  • Il paese vanta un importante cluster delle science della vita, che nel 2015 si è arricchito del nuovo Copenhagen Centre for Regulatory Science (CORS), fondato dalla facoltà di Farmacia della locale università in collaborazione con le autorità e l’industria. Il dossier di candidatura sottolinea come il personale del CORS possa essere utilizzato per fornire la necessaria esperienza scientifica a supporto della fase di transizione di Ema, e possa anche rappresentare per l’agenzia una fonte di nuovo staff specializzato.
  • La Danimarca si è aggiudicato il titolo di “Best Country in Europe” per lo sviluppo delle biotecnologie. La Medicon Valley è una realtà affermata a livello internazionale, che può vantare quattro università specializzate nelle scienze della vita, ventidue ospedali, di cui la metà universitari, e più di 150 aziende biotech e 200 medtech.
  • Una lunga tradizione nell’implementazione di sistemi avanzati di farmacovigilanza.
  • Possiede il maggior numero di studi clinici/pro capite in Europa, con 130 milioni di euro spesi ogni anno in ricerca, e una pipeline di circa 400 prodotti in sviluppo nei laboratori delle aziende danesi. I prodotti per il settore biomedicale rappresentano la principale voce dell’export del paese.
  • Il paese vanta la leadership come “_paese meno corrotto_” e per quanto riguarda la cybersecurity (insieme alla Norvegia).
  • La nuova sede proposta è la Copenaghen Towers, l’edificio dista solo 5 km da quella dell’Agenzia danese dei medicinali, che si propone come forte supporto alle attività di EMA.
  • Il canone di affitto sarà a costo zero per i primi 20 anni
  • Presenti molte scuole internazionali e una Scuola Europea nella capitale danese.
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L’EMA a…Bruxelles?

Al terzo posto, con il 4,1%, Bruxelles si aggiudica il bronzo. Vediamo i punti di forza presentati nel dossier della candidatura di Bruxelles:

  • Bruxelles è già sede di molte istituzioni europee ma non ha tuttavia tralasciato di presentare la sua candidatura anche per ospitare le nuove sedi sia dell’EMA che dell’Eba, l’Autorità bancaria europea pur cozzando con uno dei criteri fissati, cioè quello dell’equa distribuzione geografica.
  • La nuova sede proposta è The One, che si gioca il tutto e per tutto sulla sinergia d’azione con le altre istituzioni in quanto l’edificio è collocato all’interno del Quartiere Europeo, attualmente in costruzione che dovrebbe essere pronto a Novembre 2018. The One inoltre è situato a soli 100 metri dalla stazione ferroviaria di Schuman, nel cuore della città.
  • La città è servita in modo capillare sia dal suo aeroporto sia tramite treni veloci, che attraversano anche il Tunnell della Manica permettendo un rapido collegamento con Londra.  I due centri aeroportuali di Bruxelles e di Liegi sono importanti centri logistici farmaceutici.
  • La città dispone di quattro Scuole Europee, con la quinta già in programma per i prossimi anni, e una fitta rete di scuole internazionali.
  • Il 5% dei farmaci prodotti a livello globale proviene dal Belgio, per un totale di 30 mila addetti del comparto farmaceutico. L’autorità regolatori belga è la Federal Agency for Medicines and Health Products (FAMHP).
  • L’approvazione degli studi di fase I è particolarmente veloce (solo due settimane) e il paese si colloca primo in Europa e al secondo nel mondo per numero di studi clinici.
  • La ricerca nel paese attira investimenti soprattutto nel settore delle biotecnologie (10% del totale EU). Tra i numerosi centri di ricerca specialistici del paese, il dossier ricorda l’Institute of Tropical Medicine di Anversa, il Louvain-la-Neuve Science Park, i parchi scientifici della Vallonia (SPOW), l’acceleratore tematico Wallonia Biotech Coaching (WBC) e i cluster BioWin (Vallonia), Flandersbio (Fiandre), il Brussels Institute for Research and innovation Innoviris, l’Istituto VIB di Ghent, e il Belgian nuclear resecar center (SCK-CEN) di Mol, che fornisce circa il 25% dei radiosiotopi per uso medicale a livello globale.
Risultati immagini per the one brussel                                                                          The One

L’EMA a…Vienna?

Fuori dal podio, con il 3,1%, si posizione la capitale austriaca. Vediamo i punti di forza presentati nel dossier della candidatura di Vienna:

  • L’Austria ha presentato, oltre che per l’Ema, una candidatura anche per la nuova sede dell’Eba. Vienna è già sede della European Union agency for fundamental rights (FRA) e ospita anche un’infrastruttura di back-up della European Agency for the operational management of large-scale IT systems in the area of freedom, security and justice (eu-LISA).
  • Le sedi proposte sono due: la prima è l’Austria Campus, situato nel cuore di Vienna, vicino alla fermata del Prater della metropolitana e sarà pronta per fine 2018. La seconda è l’edificio di VIE 26 Erdberger Lände, già esistente.
  • Anche per il canone di affitto le proposte del governo austriaco sono due: o l’affitto diretto da parte di Ema (15,50-16,50€/mq per la prima sede, 12,96 €/mq per la seconda), oppure la possibilità che sia il governo austriaco a farsi carico dei costi rispetto alla proprietà, con ricarico di un sub-affitto simbolico ad Ema di 1€ per 25 anni.
  • L’aeroporto di Vienna ha servito nel 2016 23,4 milioni di passeggeri, con 196 destinazioni in 72 paesi. Il City Airport Train lo collega al centro città in 16 minuti. La capitale austriaca conta anche una fitta rete di trasporti, tra cui cinque linee di metropolitana, e più di 33 mila camere in 439 alberghi.
  • Venti delle 700 scuole pubbliche in città offrono un curriculum bilingue, e ad esse si aggiungono nove scuole internazionali e diciannove università.
  • L’autorità regolatoria austriaca (AustrianFederal Office for Safety in Health Care, BASG) è pronta ad aumentare l’organico per sopperire alle eventuali perdite di staff da parte di Ema nella fase di transizione.
  • La ricerca austriaca ammonta al 3,94% del Pil; il governo ha introdotto un premio di ricerca del 12% fino al 2018 (che diventerà poi del 14%). La zona di Vienna comprende cinque università nel campo delle scienze della vita, due centri universitari di scienze applicate e undici istituti di ricerca non universitari, per un totale di 12 mila ricercatori.
  • La Medical University è già sede di molti studi clinici (300 in tutta l’Austria nel 2015); all’interno del campus universitario ha sede anche il Center for Molecular Medicine (Ce-M-M) dell’Accademia austriaca delle Scienze. In caso di trasferimento a Vienna della sede di Ema, sarebbe previsto un investimento di € 3-5 milioni da parte del governo a favore di aziende e istituti di ricerca attivi nelle scienze della vita.
  • Vienna è anche sede di 216 aziende pharma e biotech, per circa 14 mila addetti.
Immagine correlata                                                                  Austria Campus

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